Il Taekwondo è un'arte marziale coreana a contatto pieno nato tra il 1940 e 1950, esso è basato principalmente sull'uso di tecniche di calcio, esse sono volte alla difesa personale e alla pratica agonistica.

Nel 1989 è divenuto l'arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti. Il “gyeorugi”, un tipo di sparring praticato nel taekwondo, è presente alle Olimpiadi dal 2000.

Le radici del Takwondo affondano nella pratica del “Taekkyeon”, un tipo di arte marziale praticato in Corea nei periodi antichi soprattutto per autodifesa, esso era molto diffuso sia fra la popolazione che fra i guerrieri.

Nel 1910 il Giappone occupò la Corea vietando la pratica di ogni arte marziale del posto e ogni aspetto dell'identità culturale coreana venne bandito. Il Taekkyeon continuò ad essere praticato clandestinamente, a volte mascherato da danza.

I soldati USA nel dopoguerra giunsero a presidiare la Corea del Sud definirono questa disciplina come "karate coreano". Nel 1952, all'apice della Guerra di Corea, ci fu un'esibizione di arti marziali in cui i kwan mostrarono le loro abilità. In una di queste, Nam Tae Hi ruppe 13 mattonelle con un pugno. In seguito, il presidente sud coreano diede istruzioni di introdurre la pratica delle arti marziali nell'addestramento del proprio esercito.

Dal 2000, il Taekwondo WTF (World Taekwondo Federation) è diventato uno dei due soli sport da combattimento asiatici (l'altro è il judo) incluso nei giochi olimpici (giochi del 2000 a Sydney).

I GRADI

Nel Taekwondo sono presenti, come del restonella gran parte delle discipline marziali, i gradi, rappresentati dal colore della cintura che si indossa. Il colore è associato alla crescita dell'allievo: dalla purezza dell'ingenuità alla cosciente impenetrabilità alla paura.

Bianca (10º kup): non è proprio un grado, in quanto tutti coloro che iniziano a praticare il Taekwondo sono cinture bianche.

Mezza gialla (9º kup): rappresenta l'ingenuità dell'allievo verso quest'arte.

Gialla (8º kup): rappresenta la terra, dove la pianta (l'allievo) mette le sue radici.

Gialla superiore (7º kup): grado intermedio tra la cintura gialla e la cintura verde.

Verde (6º kup): la pianta inizia a germogliare. L'arte comincia a svilupparsi nell'allievo, che ha imparato alcune tecniche.

Verde superiore (5º kup): grado intermedio tra la cintura verde e la cintura blu.

Blu (4º kup): la pianta ormai è cresciuta ed è rivolta verso il cielo, simbolo della cintura.

Blu superiore (3º kup): grado intermedio tra la cintura blu e la cintura rossa.

Rossa (2º kup): rappresenta il tramonto. La cintura rossa è anche un segnale di pericolo: le tecniche possono diventare pericolose, è indispensabile l'autocontrollo.

Rossa superiore (1º kup): grado intermedio tra la cintura rossa e la cintura Nera. Generalmente il periodo in cui tale grado viene indossato è più lungo rispetto alle precedenti cinture colorate. Ciò permette la necessaria maturazione mentale e tecnica per poter sostenere l'esame di passaggio alla cintura Nera.

Nera (1º dan e successivi): rappresenta la notte. Per l'allievo inizia un nuovo metodo di allenamento sia fisico che mentale.

I “dan” sono 10 e la difficoltà per ottenereli aumenta con l'avanzare del grado. Fino al 4º dan si sostengono esami di passaggio, dal 7º in poi si arriva “per meriti”. L'ultimo dan è la fine del percorso dell'atleta che ora ha conseguito la massima saggezza nel campo del Taekwondo.

I PRINCIPI

La filosofia dietro al Taekwondo ha come fondamento l'etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.

I principi possono essere così riassunti:

Cortesia (Ye Ui):

- Promuovere lo spirito di concessioni reciproche.

- Vergognarsi dei propri vizi, rifiutando quelli degli altri.

- Comportarsi educatamente.

- Incoraggiare il senso di giustizia e umanità.

- Riconoscere l'istruttore dallo studente, l'anziano dal giovane.

- Rispettare i beni altrui.

- Agire con giustizia e con sincerità.

Integrità (Yom Chi):

- Il maestro che disprezza se stesso e l'arte, insegnando tecniche sbagliate ai suoi allievi per una mancanza di conoscenza o di volontà.

- L'istruttore che nasconde le sue tecniche sbagliate, con il lusso della palestra e falsi apprezzamenti ai suoi allievi.

- Lo studente che ottiene un grado solo con scopo egocentrico e per sentirsi più potente.

- L'istruttore che insegna e promuove l'arte solo ai fini materiali.

- L'istruttore o lo studente le cui azioni sono diverse dalle sue azioni.

- Lo studente che si vergogna di chiedere aiuto ai suoi minori in grado.

Perseveranza (In Nae):

Per raggiungere un obiettivo come può essere un'alta graduazione o il perfezionamento tecnico, bisogna perseverare costantemente. Un importante segreto nel Taekwondo è saper affrontare le difficoltà con perseveranza.

Autocontrollo (Guk Gi):

Una persona che perde l'autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l'incontro. Bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire. Questo va tenuto a mente sia dentro che fuori il Dojang. Per strada, ad esempio durante un'aggressione, è indispensabile sapersi difendere mantenendo sempre l'autocontrollo e senza farsi prendere dal panico.

Spirito Indomito (Baekjul Boolgool):

Si manifesta quando una persona affronta un grosso problema utilizzando il suo coraggio e senza rinunciare ai suoi principi. Uno studente di Taekwon-Do deve essere sempre modesto e onesto.

ABBIGLIAMENTO:

Il Taewwondo è una disciplina dove sono necessarie parecchie protezioni. Durante le competizioni è obbligatorio indossare il seguente equipaggiamento:

- Il dobok è l'uniforme indossata dai praticanti di Taekwondo. Il dobok si può trovare in diversi colori, tuttavia bianco viene utilizzato nelle competizioni. Al dobok è associata ovviamente la cintura, con cui esso viene chiuso e che rappresenta il grado dell’atleta.

- I guanti utilizzati ricordano quelli da MMA, con le dita scoperte, ma a differenza di questi ultimi non sono imbottiti. Questo è dovuto al fatto che in questa disciplina l’uso dei pugni è limitato ed il combattimento si svolge prevalentemente con i calci e l’uso delle gambe.

- I para avambraccio per ammortizzare i calci dell’avversario.

- Il casco, solitamente composto da una gomma leggera, può essere dotato di una schermatura protettiva in plastica trasparente per le sessioni di allenamento.

- La corazza per il petto, per proteggere dai copli avversari, viene definita reveribile poichè nella sua parte posteriore possiede gli allacci per legarla dietro la schiena.

- I calzari, con imbottitura frontale sul dorso del piede.

- I paratibia per proteggere lo stinco.

- I paradenti sono necessari per evitare brutte sorprese, data l’ampia apertura frontale del casco.

- La conchiglia per proteggersi da colpi sotto la cintura.

In aggiunta a quanto detto, l’atleta può utilizzare in fase di allenamento anche la maschera in plastica trasparente, per aumentare la protezione del volto.